I retroscena del rimpasto di giunta al Comune di Siracusa

Nei prossimi giorni, ma i bene informati parlano addirittura delle prossime ore, dovrebbe compiersi il tanto “evocato” rimpasto della giunta comunale di Siracusa. Si conoscono i nomi degli assessori designati dai movimenti ed è chiara la coalizione che supporterà il Sindaco Italia; insomma, tutto lascerebbe supporre che i giochi siano ormai fatti. E probabilmente sarà così, solo che in questi mesi, cioè dall’annuncio del Sindaco di voler rimaneggiare la sua giunta, abbiamo assistito a tutta una serie di propositi enunciati, o magari solo “filtrati” e poi svaniti nel nulla: coinvolgimento di Fi e Vinciullo, scelta di coalizione di centrosinistra, apertura alla società civile, largo ai consiglieri e alle liste che hanno sostenuto il Sindaco nella campagna elettorale e così via. In particolare c’è stata una vera e propria girandola di accordi fatti e poi stracciati, di personalità cittadine invitate che hanno declinato, di posti assegnati a questo oppure a quel partito, poi dissolti; insomma una politica all’insegna dei fuochi d’artificio come quelli che allietano le notti siracusane.

Torniamo all’oggi e a quanto sta accadendo. In tanti hanno letto le dimissioni dell’assessore di Italia Viva Alessandra Furnari, come il segnale lanciato dall’ex sindaco Garozzo al suo successore di un disimpegno di una parte di Iv.  Non è così, perché Garozzo ha già fornito il nome dell’assessore che rappresenterà la sua componente di Italia Viva in giunta. Si tratta di Sergio Imbrò che affiancherà Cosimo Burti. Inoltre il Sindaco Italia accontenterà, dopo un corteggiamento durato oltre un anno, anche l’altro leader di Iv, l’onorevole Giovanni Cafeo. Il tanto agognato posto in giunta dovrebbe andare ad Alessandro Schembari.

Come leggere allora la dura lettera d’addio dell’ex assessore Furnari? Nessun ringraziamento né al Sindaco né alla giunta, ma la denuncia del malessere per il metodo di lavoro. Non è che per caso un suo collega di giunta, con l’avallo del Sindaco, abbia varato una pianta organica dell’Ente, che invece era di competenza della Furnari? Giancarlo Garozzo non fa mistero di essere profondamente deluso dal comportamento di Italia e del suo capo di gabinetto Michelangelo Siracusa, non solo perché non lo hanno seguito nell’avventura di Italia Viva, ma soprattutto perché in questi due anni hanno demolito molto di quanto aveva fatto Garozzo durante il suo mandato. Non è escluso quindi che se l’andazzo amministrativo continuasse nella stessa direzione, si possa andare ad una clamorosa rottura fra i due ex amici.

Il Partito democratico continuerà ad avere i suoi tre assessori di riferimento: il vice sindaco Pierpaolo Coppa vicino al segretario provinciale Salvo Adorno, Andrea Buccheri per l’area Gentile-Amenta e Maura Fontana per la componente Cutrufo-Bonomo. Fabio Granata continuerà il suo lavoro in giunta per il suo movimento Oltre, senza rischiare la poltrona.

La novità riguarderebbe Lealtà e condivisione, il movimento è rappresentato in giunta da Rita Gentile e vedrebbe un altro esponente, Carlo Gradenigo entrare nell’esecutivo, al posto della “dimissionaria annunciata” Giusi Genovesi.

Qualcuno faceva notare come il settanta per cento del movimento fondato da Giovanni Randazzo sia confluito nel Pd di Adorno, quindi appare strano che possa essere rappresentato da due assessori. C’è però un’altra considerazione da fare, il Sindaco aveva detto di volere dare spazio ad “Azione” che così invece resterebbe fuori dalla giunta. Una scelta che provocherebbe molti malumori nei sostenitori siracusani del movimento di Carlo Calenda, quindi percorribile solo con grandi sacrifici. Tutto farebbe supporre che alla fine per evitare defezioni, la scelta cadrà su un supporter di Azione … oppure no!

Lino Di Tommaso

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