Quanti assessori renziani in giunta? Il rebus del sindaco di Siracusa

Nell’ormai prossimo rimpasto di giunta comunale il sindaco Italia accontenterà le due anime politiche di Italia Viva, oppure continuerà a dialogare solo con la componente che fa capo a Giancarlo Garozzo?

La nomina di Alessandra Furnari, per l’area garozziana, e di Tiziano Spada, per l’area cafeiana, a coordinatori provinciali di Italia Viva, ha segnato di fatto lo status quo all’interno del movimento renziano, ma allo stesso tempo ha creato un problema al sindaco Italia che si trova davanti ad un bivio: continuare con i due assessori in quota Garozzo, cioè Furnari e Burti, oppure dare spazio anche all’area che a riferimento a Cafeo? In fin dei conti solo un anno e mezzo fa, non un secolo, queste due componenti del Pd scelsero strade diverse nella corsa a sindaco. Garozzo appoggiò il suo vice, a quel tempo considerato un suo fedelissimo; Giovanni Cafeo e la sua area si sono spesi per Fabio Moschella. Se consideriamo questi accadimenti e il rapporto privilegiato del sindaco Italia con l’area che fa riferimento all’ex sindaco, non ci sarebbero dubbi sulla riconferma di Furnari e Burti. Solo che in questo lasso di tempo c’è stata la clamorosa novità dell’attuale sindaco dichiaratosi a favore del movimento guidato da Carlo Calenda “Azione”. Italia quindi non ha dato seguito a ciò che tutti davano per scontato, seguire Garozzo in Italia Viva.  Se nel rimpasto saranno confermati i due assessorati a favore di Iv il problema si sposterà dal municipio all’interno dei renziani.

Appare difficile che Italia Viva possa ottenere quattro assessori con due ciascuno alle due aree, né che accetti ridimensionamenti, del tipo un assessore ciascuno alle due componenti. A maggior ragione oggi con un numero maggiore di assessorati a disposizione perché non c’è più il consiglio comunale e quindi il sindaco non dovrà più coinvolgere, e “premiare” con un assessorato i consiglieri, pur di avere una maggioranza in aula. Un’altra considerazione scaturisce dal fatto che se si dovesse tornare a votare, anche solo nelle nove sezioni così come ha previsto il Tar, il sindaco Italia avrebbe bisogno dell’apporto di tutti, compresa quell’area che fa riferimento all’onorevole Giovanni Cafeo.

Per quanto riguarda la scelta di Renzi di affidare il partito nella nostra provincia al cinquanta per cento alle due anime siracusane, sono necessarie alcune riflessioni. La nomina di Furnari e Spada non ha scontentato nessuno; allo stesso tempo, attribuendo la consistenza delle forze in campo al cinquanta per cento, ha evitato quelle guerre fratricide, per la gestione del partito, che infestano il Pd. L’impressione è però che questo pareggio sia il frutto di una conta a livello regionale  fra i due leader siciliani: il senatore Davide Faraone, e quindi  Garozzo, e il parlamentare regionale Luca Sammartino, e quindi Cafeo.

Lino Di Tommaso