Il Siracusano

“Italia gestisce bene l’emergenza Coronavirus”, parola dell’ex Sindaco Giancarlo Garozzo

Giancarlo Garozzo ha guidato la città per cinque anni in una situazione emergenziale dovuta all’attacco del “Sistema Siracusa”. Un altro tipo di pericolo, anche se altrettanto grave, soprattutto per il futuro e per le tasche dei siracusani.

Come giudica l’operato dell’amministrazione di Francesco Italia di fronte all’emergenza “Coronavirus”?

“Di fronte a questa emergenza l’operato del Sindaco e della sua giunta non è facile, si tratta di una situazione nuova e drammatica, non ci sono ricette e soluzioni facili e comunque non è certo il Comune a poter risolvere una cosa del genere. L’amministrazione comunale di fronte a questa crisi sta dimostrando vicinanza ai siracusani, cosa che ritengo importante, sta quindi rispondendo abbastanza bene”. 

Cosa ne pensa dell’appello di Matteo Renzi, leader del movimento di cui fa parte, di mettere da parte le polemiche politiche e pensare, in questo momento particolare, solo all’azione per limitare i danni dell’epidemia?

Condivido in pieno l’appello di Renzi, il Paese deve affrontare questa emergenza remando tutti nella stessa direzione, le polemiche politiche vanno messe da parte. Gli italiani stanno reagendo bene alla quarantena, sono però preoccupato per le difficoltà che incontrano gli adolescenti, che già trascorrevano troppo tempo delle loro giornate sui social e con le console, oggi questa cosa non può che peggiorare in un mondo che rischia di diventare sempre più virtuale”.

Cosa ci riserverà il dopo emergenza, in considerazione del fatto che la nostra provincia, ma tutto il Sud in particolare, non è che prima andasse proprio alla grande.

“Si dovrà tenere conto dei danni economici provocati che peraltro sono già devastanti. Non si tratta solo dei settori dalla ricettività e della ristorazione; parliamo dell’indotto, dei liberi professionisti, dei commercianti e di tanti altri comparti. L’ente locale potrà fare molto poco senza gli interventi massicci dello Stato e dell’Europa. Ad esempio ho sentito che si vorrebbero limitare le ristorazioni alle aziende con meno di 400 mila euro di fatturato. Sarebbe sbagliato farlo perché aziende che hanno una decina di dipendenti vanno già ben oltre. Mi auguro che il governo proceda nella giusta direzione”.

La Regione siciliana potrebbe avere un ruolo nella “ricostruzione” del dopo-epidemia?

“La Regione è un trait d’union importante fra l’ente locale e lo Stato, ma non potrà avere un ruolo determinante. Ad esempio non tutti sanno che l’autorità sanitaria cittadina è il Sindaco, il Presidente della Regione non ha praticamente alcuna competenza. La Sicilia potrebbe però progettare delle grandi opere pubbliche coinvolgendo anche i privati questo potrebbe  nel medio e lungo termine dare ossigeno alla nostra economia, ma a parte questo il timone per governare il futuro appartiene alla Stato e all’Europa”

Il futuro è quindi negli interventi statali ed europei?

“Non c’è dubbio. Il rischio è però che l’Europa salti come comunità. La Germania non può decidere autonomamente di stampare 55 miliardi di euro per l’emergenza Coronavirus. Se cade la solidarietà salta tutto, non è tempo di polemiche, ma sono convinto che alcuni Stati saranno chiamati a rendere conto di come si stanno comportando”.

Lino Di Tommaso