Per il governo regionale la provincia di Siracusa è una Cenerentola

“Non è la prima volta che la provincia di Siracusa viene considerata dal governo regionale una sorta di Cenerentola”, Enzo Pupillo e un gruppo di dirigenti regionali e provinciali del Partito Democratico contestano il “Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza” predisposto dal Presidente della Regione Nello Musumeci.

“E’ sconcertante il trattamento riservato alla provincia di Siracusa, citata nel Piano – spiegano i Democratici – solo per il completamento dell’autostrada Siracusa-Gela con riferimento al tratto finale che dovrà collegare Modica alla stessa Gela. Anche laddove si individua giustamente la necessità di fare affidamento su un porto “hub” del Mediterraneo per avere un’infrastruttura strategica destinata ad essere una piattaforma logistica per la competitività del territorio mediante la circolazione delle merci, si fa riferimento al porto di Marsala e non a quello di Augusta”.

Il Piano ha raccolto le proposte prioritarie per fronteggiare la gravissima emergenza sanitaria, economica e sociale che ha colpito la Sicilia con la diffusione della pandemia da Covid-19 tutt’ora in corso. “Si tratta di 26 miliardi e 410 milioni di euro di interventi, distribuiti in 6 “missioni”, che dovranno essere valutati e approvati dal governo nazionale per essere finanziati con i fondi del “Recovery and Resilience Facility” trasferiti dall’Unione Europea –continuano i Democratici -. L’elenco comprende progetti finalizzati: alla digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica; alle infrastrutture per la mobilità; all’istruzione, formazione, ricerca e cultura; all’equità sociale, di genere e territoriale; alla salute”.

Per Gaetano Cutrufo, Giuseppe Demma, Tanino Firenze, Francesca Furfaro, Piergiorgio Gerratana, Salvatore Giansiracusa, Giovanni Giuca, Rita Limer, Enzo Pupillo, Salvo Sbona e Claudio Tripoli c’è ancora margine di tempo per modificare e integrare la proposta del governo regionale per la Sicilia adattandola alle esigenze di tutti i territori, senza distinguere in figli e figliastri. “E’ necessario che si avvii un tavolo di contrattazione che coinvolga tutte le istituzioni territoriali della provincia, i rappresentanti delle categorie produttive, le organizzazioni sindacali e le associazioni titolari di interessi diffusi per tutelare un territorio e una comunità, quelli della provincia di Siracusa, che ancor prima della diffusione della pandemia erano particolarmente fragili e che hanno visto drammaticamente aggravata la loro condizione in questi mesi. La provincia di Siracusa non può sempre essere considerata una periferia dell’impero. E’ un modo sprezzante di governare che deve finire”.

Lino Di Tommaso

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