
Il monito di Enzo Pupillo, contro “le ambizioni personali e il patto fra notabili siracusani” che farebbero piombare il Pd nel passato, ha suscitato una valanga di reazioni, equamente divise fra favorevoli e contrarie. Ha confermato, inoltre, che le forze in campo nella corsa alla segreteria provinciale del Pd, a sostegno delle candidature di Giovanni Giuca e di Salvo Adorno, si equivalgono.
Roberto Fai, esponente storico della sinistra siracusana, attacca duramente Pupillo: “Essendo stato “esterno” al Pd da molto tempo – mi sono iscritto ragionando insieme con Marco Fatuzzo, Roberto De Benedictis, Antonio Ferrarini, Simona Arnone, Pippo Ansaldi ecc. tra ottobre e novembre scorso-, trovo patetico che uno come Pupillo si erga come critico del “vecchio notabilato” o contro (operazione nostalgia). Detto da uno che è stato per decenni capocorrente senza avere prodotto in questi 15 anni uno straccio di progetto serio – idee, proposte, strategie ecc. – sui temi di Siracusa e del territorio, mi sembra un’offesa all’intelligenza. Su questi toni, il Pd rischia di bloccarsi nelle vecchie logiche del passato”.
Un ulteriore rischio è che il congresso certifichi un partito diviso a metà, con un segretario eletto con poco più del cinquanta per cento dei consensi degli iscritti. C’è chi non crede ad un intervento del Regionale di fonte ad uno scontro che certificherebbe la spaccatura in due del partito siracusano: “Provinciale e regionale sono eletti assieme e di conseguenza se si risolvono i problemi a Palermo fra Lupo e Barbagallo, probabilmente a favore di quest’ultimo, si potrebbe pretendere una candidatura condivisa anche a Siracusa”.
Uno dei nodi che dovrà sciogliere il prossimo segretario provinciale è il rapporto fra Pd e amministrazione Italia. Una problematica che infiamma i cuori dei militanti siracusani. Per semplificare si potrebbero registrare tre atteggiamenti: il primo è di pieno sostegno alla giunta comunale di Siracusa, il secondo è per un sostegno cauto in attesa degli eventi che potrebbero travolgere l’amministrazione, ed infine c’è una terza posizione di totale chiusura verso l’esperienza di Francesco Italia. In questo caso si considera la giunta come un ibrido, non riconducibile alla coalizione di centrosinistra. Quali di questi tre atteggiamenti prevarrà, chiarirà finalmente la posizione del Pd, attualmente in giunta con due assessori presenti solo a titolo personale.
Lino Di Tommaso