
Una lettera aperta, a firma dei dirigenti Ivan Marotta e Laerte Di Falco per evidenziare l’incertezza e la preoccupazione di due Asd che con tanti sacrifici stanno cercando di rimanere a galla.
“La A.S.D. Country Club Tennis Siracusa 2.0,e la A.S.D. MADI Sport Academy Siracusa da 4 anni, ritenendo la pratica sportiva fondamentale nella crescita psicofisica delle fanciulle e dei fanciulli, nelle rispettive discipline di interesse, hanno impegnato i propri istruttori federali in un percorso didattico che, nel tempo, ha dato ottimi frutti in termini di psicomotricità e relazione affettiva- si legge nella lettera- i nostri piccoli praticanti hanno sottratto tempo all’assuefazione ai tablet ed agli smartphone per ritrovare il gusto del movimento, del sudore, delle sfide in campo e negli abbracci fuori. I provvedimenti governativi per il contenimento della pandemia da covid 19 hanno intimamente ferito gli animi dei nostri ragazzi, sottratti, di forza, alla possibilità di vivere, pienamente, un momento ludico e di passione. Sembrava passata la notte con il lento ritorno alla normalità, quando, solo da indiscrezioni giornalistiche, abbiamo dovuto apprendere che il gestore della Cittadella dello Sport di Siracusa si è visto revocare la concessione da parte del Comune. La mancanza di ogni rispetto e considerazione per le famiglie che ci affidano quotidianamente i propri figli, e per noi operatori, è drammaticamente evidente. Infatti, seppure richiesto in ogni modo, finanche a mezzo dei nostri legali, non abbiamo avuto alcuna notizia ufficiale da parte della A.S.D. Circolo Canottieri Ortigia. Lo stesso inquietante silenzio mantenuto dal gestore quando il nostro lavoro è stato fatto oggetto di ignobili speculazioni, delle quali si sta già occupando la Magistratura competente. Abbandonati anche dall’Amministrazione Comunale-continuano i due dirigenti -che ci ha negato interlocuzione ad oggi, in un limbo che non ci consente una programmazione a medio/lungo termine, che non ci consente di poter rassicurare i nostri piccoli atleti sulla possibilità di continuare la nostra entusiasmante esperienza. È per loro, e per i nostri istruttori, che abbiamo deciso di comunicare che percorreremo ogni strada a tutela del diritto a poter continuare il nostro percorso in una struttura che, grazie al nostro lavoro ed al nostro impegno, è tornata ad essere un patrimonio della collettività”.