Blue Whale Challenge,i consigli ai genitori per affrontare l’allarme

Il Blue Whale Challenge (la sfida della balena azzurra) e’ un “gioco” online, forse di origine russa, che spingerebbe ragazzi e ragazze che vi partecipano al suicidio, come conclusione di un rituale composto da cinquanta sfide assegnate di volta in volta da un anonimo “tutor”. E’ una pratica che può suggestionare i ragazzi ed indurli progressivamente a compiere atti di autolesionismo, azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre etc) sino ad arrivare al suicidio. Questa suggestione può essere operata dalla volontà di un adulto che aggancia via web i ragazzi piu’ fragili o vulnerabili e induce la vittima alla progressione nelle 50 tappe della pratica oppure da gruppi whatsapp o sui social nei quali i ragazzi si confrontano sulle varie tappe, si fomentano reciprocamente, si incitano a progredire nelle azioni pericolose previste dalla pratica, mantenendo gli adulti significativi ostinatamente all’oscuro.

Ovviamente non si vuole creare allarmismo, ma diffondere alcuni consigli che possono essere utili ai genitori o agli adulti al fine di individuare i cosidetti “campanelli d’allarme”.

“Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete- ci spiega la psicologa Venera Martogli-  parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno. Bisogna prestare attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste. Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla Balena Blue parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra “roba da ragazzi” per i ragazzi sia determinante. Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida Balena Blue-conclude la professionista-non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti”.