Bandiera è ancora assessore, ma Musumeci lo ha avvertito che la sua permanenza nel governo regionale è ormai alla fine

E’ giunta ormai ai titoli di coda l’esperienza di assessore regionale di Edy Bandiera; l’anno vecchio lo ha visto ancora responsabile siciliano dell’Agricoltura e pesca mentre l’anno nuovo lo vedrà ritornare al suo lavoro di dipendente regionale in attesa di una nuova avventura politico-amministrativa. IL presidente Musumeci lo ha avvertito della sua sostituzione, e lui ne ha dato subito contezza sui social, ma, allo stesso tempo ha bloccato il rimpasto del governo regionale.

In tanti si chiedono cosa farà in futuro Bandiera, rimarrà in Forza Italia o andrà in un altro partito? Le sue ultime mosse politiche indicano una permanenza in FI, almeno nel futuro immediato, visto che ha consolidato la cerchia dei suoi amici a livello provinciale fra gli azzurri. Che tutto questo si concretizzi in una sua candidatura alle prossime regionali, oppure a Sindaco del capoluogo, è tutto da verificare così come un suo possibile, ma al momento poco probabile, ritorno all’Udc.

E’ stato lo stesso politico siracusano a postare sui social una sorta di testamento politico: “Ringrazio il mio Partito, il Presidente Gianfranco Micciché e il Presidente Musumeci”.

Bandiera ha anche snocciolato parte dei dati relativi alla sua esperienza assessoriale: “Un miliardo e 191 milioni di fondi comunitari erogati agli agricoltori; 1800 giovani che avviano un’azienda agricola, con la Sicilia prima regione d’Italia per numero di aziende gestite da giovani; la Banca della terra; la prima regione in Europa per superficie di terreni coltivati col metodo di produzione biologica; la legge sulla pesca, che mancava da quasi 20 anni e approvata all’unanimità dal Parlamento Siciliano; le arance rosse, per la prima volta nella storia della Sicilia, in Cina; il marchio QS di Qualità Siciliana; la nascita dei Distretti del Cibo; la viabilità Rurale; le iniziative per il comparto zootecnico e il riavvio dei controlli funzionali e dell’assistenza tecnica”.

Bisogna riconoscere a Edy Bandiera due meriti: è stato l’assessore non deputato a resistere di più della regione Siciliana, e di essere riuscito a resistere un anno e mezzo alle pressioni di una parte importante del suo partito, guidata dall’onorevole Stefania Prestigiacomo, che chiedeva le sue dimissioni solo dopo qualche mese il suo insediamento.

Lino Di Tommaso

 

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